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08/02/2008

Articolo del quotidiano di Como : 'La Provincia'
Un tecnico
informatico te lo immagini così preso da microprocessori e software da
essere ormai allergico alla carta. A meno che non sia uno di quegli
informatici che ha scelto di lavorare al fianco della Procura. Perché,
in quel caso, prima di pensare in gigabyte si deve sopravvivere a
migliaia di vecchi e polverosi papiri.
Più che un processo mediatico, un dibattimento multimediale.
Le
udienze a Rosa e Olindo, lo si sapeva, erano destinate a lasciare il
segno. E non solo sul fronte di una vicenda umana che muove
interrogativi e fantasmi. E non solo sotto l’aspetto della procedura.
Ma, anche,per quel che riguarda un nuovo modo - per l’accusa - di
presentare alla giuria le sue ragioni.Dal primo giorno davanti alla
Corte d’Assise, il pubblico ministero Massimo Astori non muove carta
senza che al suo fianco due fedeli esperti di cose hi-tech non clonino
i suoi movimenti con altrettanti click del mouse. Impulsi informatici
che, di volta in volta, fanno apparire sui maxi schermi immagini
dell’agghiacciante delitto, ricostruzioni, ipotesi investigative e, tra
non molte udienze, intercettazioni ambientali, audio e video di
interrogatori.
In totale qualcosa come 30 gigabyte di faldoni
d’inchiesta.«Per noi e per la procura - commenta Marco Bodecchi,
l’esperto della Waylog incaricato di trasformare l’aula al pian terreno
del palazzo di giustizia di Como in una sala da far invidia a un campus
di ingegneria informatica - è stata una sfida. Una sfida che sta
portando a dei ri sultati». Per chi è abituato a mettere le mani in
microchip, il viaggio negli orrori di Erba non è certo un’avventura
messa in preventivo: «Eppure sei così fisicamente spossato dalla
preparazione e concentrato sul lavoro che non hai tempo per pensare a
quel che è stato. Certo che quando ti fermi...» lascia in sospeso.
L’utilizzo
massiccio del computer in un mondo abituato a faldoni polverosi e fogli
di carta, è una novità quasi assoluta con un famoso precursore:
l’Antonio Di Pietro di 'mani pulite'.
Ma da allora di tempo ne
è passato. E l’aula della Corte d’Assise di Como lo dimostra. «In molti
sono rimasti sorpresi - conclude Bodecchi - E ancora non abbiamo
mostrato nulla».
Ovviamente l’esito del processo per la strage
di Erba non potrà non far sentire le sue conseguenze anche sul futuro
dell’hi-tech in un’aula di giustizia.
«Eppure - rivela Luca
Ganzetti,l’altro 007 informatico cooptato dalla procura - non doveva
essere questo il primo processo multimediale. Ci stavamo già preparando
a trasformare in digitale tutti i faldoni dell’inchiesta su
AngeloRumi», il primario dell’ospedale di Como condannato in primo
grado per l’omicidio colposo di alcuni suoi pazienti. Ma il progetto si
bloccò. Solo momentaneamente.
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06/04/2010 - Processo di Appello "Strage di Erba" - PhotoGallery
Processo di Appello 'Strage di Erba' - PhotoGallery
Di seguito potete trovare alcune fotografie relative all'impianto multimediale ... (continua)

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06/08/2009 - Waylog @ School - Foto Corso Piacenza Foto del Corso tenuto a Piacenza presso la Scuola Allievi Ufficiali

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06/08/2009 - Waylog @ School - Foto Corso Peschiera Borromeo Foto del Corso tenuto a Peschiera Borromeo presso la Scuola Allievi Ufficiali

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06/08/2009 - Waylog @ School - Foto Corso Alessandria - Foto del Corso tenuto ad Alessandria presso la Scuola Allievi Ufficiali

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05/07/2007 - Evento Porsche Ecco le foto che testimoniano il successo ottenuto all'evento Porsche e Cranchi

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29/05/2007 - Aula Multimediale
WAYlog offre l'oppurtunità, presso la propria sede, di usufruire di un' aula
multimediale, particolarmente adatta ad accogliere corsi didattici,
convention ... (continua)

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